Introduzione
È questa una stagione in cui file interminabili di nomadi si mettono in marcia in un andare apparentemente perpetuo.
È un'umanità variegata quella che attraversa l'orizzonte marino, fatta di figure che si susseguono regolarmente in un ritmo metrico e ripetitivo.
Si muovono nella luce intensa e accecante del mare del sud, in un suggestivo e incantato vuoto balneare, cercando di tracciare con il proprio cammino solchi indelebili nella sabbia.
La loro destinazioneo? Forse è l'utopia della meta perfetta, forse uno spazio libero e senza tempo, o più semplicemente il nostro sguardo è rimasto impigliato in un tormentone estivo che riecheggia dal lontano '63:
«per quest'anno non cambiare
stessa spiaggia stesso mare
per poterti rivedere
per tornare per restare insieme a te» (....)
REWIND...
La mostra a QuiLab e la rassegna stampa
