Le Corbusier scriveva: "Architettura è stabilire rapporti emozionali con materiali grezzi".
Ma può emozionarci ancora la visione di un palazzo della nostra città, così caotica e affollata di architetture?
Forse sì, ma occorre “sospendere” il severo giudizio quotidiano a quella selva di fili magici che come una rete pescano e vivificano le variegate geometrie delle nostre dimore.
Dopo "Il bestiario dell'ora blu", le "Tracce urbane dei Promessi Sposi", il "Mar d'Orcia" e l'"Adda" ecco un'altro progetto fotoartistico dedicato alla lettura del paesaggio.
Dodici stampe su carta cotone per presentare la nuova serie di immagini dedicate all'architettura di Milano, ma che si sta già ampliando ad altre città, tra le prime Torino, Padova e Vienna.