In "realtà", in tutto questo blu, un'altra specie di animali prende vita e si anima. Sono creature strane, bizzarre, nate dalle fiabe e dalle storie per bambini, da quel patrimonio letterario ed educativo comune a tutti gli stati europei e a generazioni diverse. Questo genere letterario è anch'esso "sospeso", continuamente in bilico tra luoghi reali e immaginari, accadimenti reali e fantastici, tra un'intenzione educativa per bambini e un richiamo morale per gli adulti.
Da questa "tensione", nell'Ora Blu, gli animali di questo bestiario evadono allegramente: cigni elegantemente assorti, cavalli ansiosi di galoppare via, gatti e paperi ammiccanti e divertiti dalla presenza dell'artista, figure dai lineamenti colorati, grotteschi e geometrici; subito il pensiero va al ricordo dei racconti fantastici che hanno accompagnato l'infanzia di ognuno e che il flash ha rivelato ancora una volta. Sotto questa particolare luce, che luce ancora non è, amabili bestioline assumono nuova dignità, raggiungono fisionomie e filosofie insospettabili, che la coda della notte nobilita e il sopraggiungere del sole uniforma e, incredibilmente, sbiadisce.
<<Heure bleue... il luogo ove la percezione si distorce al punto che puoi entrare in una dimensione talmente sospesa da renderti in grado di vedere quello che gli altri non vedono, di sentire, di toccare con mano emozioni diverse.>>. Cioè si inizia a fare i conti con quello che siamo e con ciò che auspichiamo di poter divenire e trovare. In questo non-luogo si galleggia e si rimane impressionati dal silenzio e dall'apparente vuoto, e allora l'apparecchio fotografico rimaterializza i personaggi raccontati solo poche ore, o pochi anni, o pochi decenni prima per conciliare un giusto sonno. Il non-luogo torna a diventare reale, la fotografia registra una suggestione tipica del paese in cui è stata scattata e salva un piccolo pezzo del suo "repertorio favolistico". Il proseguimento di questa ricerca mapperà una nuova terra europea, resa uniforme dal blu geografico e dai personaggi coloratissimi che la popolano.