"Il drago di Klagenfurt"

I tre amici Cercagnomi, dopo le faticose avventure del giorno prima, decisero di prendersi una giornata di riposo. Si alzarono tardi e uscirono a fare un giro in città solo nel tardo pomeriggio. Quando il sole cominciò a nascondersi e le prime luci della città iniziavano magicamente ad accendersi i tre Cercagnomi si trovavano in un grazioso bar che serviva spuntini vegetariani a base di insalate e succhi di verdura.

"Con tutti posti che ci sono dove si mangia il gulasch con le patate o il pollo alla brace o gli spiedini al forno e tutte quelle cosine appetitose... noi siamo capitati qui, dove fanno solo insalatine dietetiche..." si lamentava Franco forchettando nervosamente nella sua ciotola, nella speranza di trovare almeno qualche oliva "di chi è stata l’idea?"

"E’ stata mia..." disse Nicolò "ed è stata un buona idea... dobbiamo mantenerci in forma, il nostro viaggio ci mette alla prova tutti i giorni: dobbiamo essere sempre agili e veloci... ad esempio, se ci capita a tiro qualche Gnomo cosa facciamo ? Quelli scattano come saette e soprattutto tu Franco, se non ti metti un po’ a dieta non sperare di riuscire a corrergli dietro..."

La cenetta si concluse quando fuori era già completamente buio e un volta usciti per strada Franco, Nicolò e Lorenzo fecero fatica a capire in che direzione andare.

"Da che parte sarà il nostro hotel ?"

"Ah non so, tutte quelle insalate mi hanno indebolito la memoria..." disse Franco un po’ polemico.

"Chiediamo a quella ragazza... ehm signorina... mi scusi... per l’hotel Musil, da che parte dobbiamo andare?"

"Ah sì. Passate per la via con i negozi e poi, beh, se non è troppo tardi potreste attraversare la piazza dove c’è la grande statua del drago ma... dipende dall’ora..."

"Perché ? C’è il coprifuoco ?"

"No no, è che dopo una certa ora, il drago a volte si sveglia ed è un po’ rischioso passargli sotto al naso... dipende di che umore è..."

"Ma, scusi signorina, questa è una leggenda o sta parlando sul serio ?"

"E' tutto vero ma... scusate, adesso devo andare... "

I tre ragazzi si guardarono stupiti, non sapevano se avere paura o farci sopra una risata: le loro avventure ormai, avevano mescolato insieme molte volte le favole con la realtà, e a loro non era affatto dispiaciuto, anzi.

"Vediamo un po’ com’è ‘sto drago... abbiamo almeno qualche biscottino per tenerlo buono ?" chiese Franco.

"Non scherzare che se poi la storia che si sveglia è vera voglio vedere cosa fai..."

"Ci siamo !" disse Nicolò "Girato quest’angolo c’è la piazza con il drago, siete pronti?"

Lorenzo si tirò su il bavero della giacca, Franco si tirò su i pantaloni, e Nicolò, tanto per fare qualcosa anche lui si mise gli occhiali da sole.

"Accidenti, che succede, hanno spento i lampioni?"

"Ma nooo, levati quegli occhiali da sole che non vedi più niente..." gli disse Lorenzo.

Girarono l’angolo con passo felpato ed ecco apparire davanti a loro il grande drago illuminato, perfettamente immobile al centro della piazza.

"Che facciamo ragazzi ?" chiese Nicolò.

"Attraversiamo la piazza: non vedete ? E' proprio una statua, e le statue non hanno mai fatto del male a nessuno..."

"E se si sveglia ?"

"Ma vi rendete conto ? E’ fatto di bronzo: quel drago non si muove da lì dal giorno in cui hanno posato la statua..."

"In ogni caso potremmo girargli attorno standogli alla larga, che è meglio, poi domani torniamo e gli diamo un’occhiata con la luce del sole..." disse il prudente Lorenzo.

"Io attraverso dritto e gli passo vicino per vedere che faccia ha..." disse Franco.

"Avrà una faccia di bronzo no ? Ah, ah, ah..."

"Spiritosi... io vado, ci vediamo al di là della piazza..." disse Franco incamminandosi verso il drago.

Nicolò e Lorenzo invece fecero il giro largo lungo il lato destro. Dopo qualche minuto però, un boato li fece girare di scatto: una grande fiammata che partiva più o meno da dove c'era il drago, illuminò tutta la piazza.

"Hai visto Nicolò ?"

"Spaventoso !... E Franco ? Andiamo a vedere!..."

"Sei pazzo? Con quelle fiamme?"

Nel frattempo ci fu un'altra fiammata ancora più grande della prima e subito dopo arrivò di corsa una sagoma scura: era Franco col fiatone...

"Mamma mia, scappiamo ragazzi, che paura... fuoco e fiamme dappertutto... "

"Ma cos’è stato? Stai bene?"

"Uff... sto... bene... sto bene... voleva farmi arrosto, si vede che aveva voglia anche lui di carne appetitosa stasera e in questo lo capisco..."

"Ma cosa dici? Sei impazzito? Di chi stai parlando?"

"Del drago no? Cosa credi che mangino i draghi, l’erbetta del prato ? Appena sono arrivato a dieci metri da lui, è partita una fiammata gigante, allora gli sono passato dietro dove c'è la coda e vruuuum, è uscita fuori una fiammata anche da lì..."

"Dalla coda? Ma sì, insomma non so se dalla coda o... ci siamo capiti... forza, andiamo via di qui!!"

Un po’ spaventati e ancora increduli, tornarono di corsa all’hotel.

"Certo che se invece di draghi affamati riuscissimo ad incontrare anche qualche Gnomo sarebbe meglio... forse sarebbero anche meno pericolosi..." disse Nicolò entrando in hotel, ormai al sicuro.

"Ho letto che gli Gnomi non si arrabbiano mai..." disse Franco "il massimo che arrivano a fare é minacciare di lanciare ferri da stiro, dei quali sembra facciano collezione... strano vero?"

Ma quella sera le stranezze sembravano non avere fine: nella casella della posta della loro camera, trovarono una busta con scritto sopra ‘Per i Cercagnomi’ e dentro c’era un foglietto con una lettera la 'C' e nient’altro. Franco annuì e rimase lì a pensare. Nicolò e Lorenzo erano così stanchi che non ci fecero molto caso e salirono le scale dello splendido atrio ovale dell’hotel per raggiungere la loro camera, al terzo piano. Al secondo piano Nicolò si fermò: "Franco, non stavi dicendo poco fa che gli Gnomi collezionano vecchi ferri da stiro ? Guarda lì..."

Franco arrivò su dalle scale e con sua grande meraviglia vide una fila di ferri da stiro in bella mostra su una mensola. In quel momento sentirono un rumore di passi: veniva dal piano superiore, Nicolò salì di corsa le scale e fu il primo ad arrivare al terzo piano: "L’ho visto, sta andando verso la nostra camera!"

"Cos’hai visto? Uno Gnomo?" chiese da sotto Franco facendo eco in tutto il salone.

"Non lo so, ho visto un’ombra che scappava via, venite su... presto! E' entrato nella nostra camera, forza ragazzi..."

Franco ansimava: era rimasto indietro.

"Te lo dicevo io di metterti a dieta..." gli gridò Lorenzo.

"Colpa delle vostre insalatine, sono senza forze..."

Nicolò era già dentro alla camera, quando arrivarono gli altri due:

"E allora ?"

"Non ho fatto in tempo a vederlo: chiunque fosse, è uscito dalla finestra, c'è un cornicione abbastanza largo, sarà scappato sul tetto..."

"Ma è chiaro: era uno Gnomo..." disse Franco esausto, e mentre stava per sdraiarsi sul letto vide qualcosa: "Cos'è quella roba ?"

"E una scatola di sughero... a cosa servirà ?"

"Beh se ce l'hanno fatta trovare, avrà il suo significato..."

Ai tre Cercagnomi non rimase altro da fare che riflettere sulla loro movimentata serata. Franco stava ancora cercando sotto il letto nella speranza di trovare qualche altro indizio, Lorenzo guardava fuori dalla finestra per capire da dove se n’era andato lo Gnomo, Nicolò maneggiava la scatoletta ritrovata sul letto e a forza di scuoterla riuscì ad aprirla e dentro vi trovò un foglietto con una favola: 'I gemelli e il drago'. Era quello che mancava e che serviva per una buona lettura prima di andare a dormire. Buonanotte Cercagnomi! Ci sentiamo presto!