"Buona fortuna Cercagnomi!"

Che fantastica idea cercare gli Gnomi. Chi può averci pensato?

Tre amici, Franco, Lorenzo e Nicolò, avevano scoperto che nei boschi di mille regioni del mondo si nascondevano tanti piccoli Gnomi laboriosi.

Ma perché cercarli? Un giorno, rovistando tra i vecchi libri della biblioteca della loro scuola, la Scuola d’Arte che è all’interno della Villa Reale di Monza, Franco, Lorenzo e Nicolò scoprirono che solo gli Gnomi della foresta potevano conoscere e raccontare le favole più belle del mondo.

E quando lo dissero ad un ricco e intraprendente editore di libri, egli fece loro una proposta: "Se entro un anno mi porterete una raccolta di almeno mille bellissime favole ne farò un grande libro, così tutti i bambini del mondo potranno leggerle..."

Che occasione! Ma, da dove incominciare? Come si faceva a cercare gli Gnomi? E come riuscire a convincerli a raccontare le loro storie?

Da quel giorno i tre amici passarono molte e molte ore tra gli alti scaffali in legno della biblioteca della loro scuola; leggevano libri, libretti e libroni, a caccia di informazioni utili sugli Gnomi.

Finché un pomeriggio il destino sembrava proprio volerli aiutare: erano rimasti soli nella grande sala della biblioteca, quando un pesante libro cadde dall’alto colpendo Franco sulla testa.

Gridò forte: "Ahiahhahi!"

"Cosa c'è Franco? Stai bene?" disse Nicolò.

"Accidenti, se tirate fuori il libri per leggerli, rimetteteli come li avete trovati, se no, cadono giù, ahi ahi...ahi che bernoccolo, 'sto libro pesava 10 chili...!"

E Lorenzo: "Franco, guarda che i libri sopra di te non li abbiamo proprio toccati!"

"E allora sarà caduto da solo... oppure ci saranno gli spiriti..." disse Franco.

Vi è mai capitato leggendo una fiaba di immaginare di essere uno dei personaggi? Vi è mai capitato di entrare nella storia coll’immaginazione e viverla da protagonisti? Ebbene, a Franco, Lorenzo e Nicolò è successo esattamente il contrario: il protagonista di una fiaba è entrato nella loro realtà.

Sentite come: all'improvviso i tre ragazzi videro proiettarsi sul soffitto l'ombra di un lungo cono irregolare, che partiva esattamente dalla fessura lasciata vuota dal libro che era caduto in testa a Franco.

Contemporaneamente una voce stridente disse: "Ehi voi! Cercavate gli Gnomi? Siete fortunati: eccomi qua!"

Franco, Lorenzo e Nicolò si guardarono stupiti spostandosi verso il centro della sala per vedere meglio...

"C...Chi ha parlato?" balbettò Lorenzo.

"Non avere paura..." bisbigliò Franco "...è uno Gnomo, non è pericoloso!" "S...sì m...ma da dove è saltato fuori?" chiese Nicolò impaurito.

"Questo non lo so... gli Gnomi sono molto agili... sarà passato dal tetto!" disse Franco prendendo una scala per avvicinarsi al punto dove l’ombra proiettava la buffa figura dello Gnomo.

"Nooo ragazzo, non muoverti: rimani lì e ascoltami... noi Gnomi abbiamo saputo che volete venire a cercarci per imparare tantissime favole e siccome voi siete tre ragazzi in gamba abbiamo deciso di aiutarvi. Però dovrete dimostrare abilità, intelligenza e volontà di ferro... solo così potrete scoprire le nostre storie segrete e raccontarle a tutti i bravi bambini delle città..."

"Avete sentito ragazzi? Cosa facciamo?" chiese Franco.

"Sca...scappiamo vi...via!" gridò Lorenzo avvicinandosi all’uscita.

"Andiamo fuori! Chiamiamo il guardiano..." disse Nicolò.

"Ragazzi, non avete capito..." sussurrò Franco "...quello lassù è un vero Gnomo della foresta; sono mesi che sogno di incontrarne uno... e lui è venuto da noi! Ha detto che ci vuole aiutare a cercare la favole per il nostro libro... secondo me è l’occasione che cercavamo..." allora Franco gridò verso lo scaffale dove si vedeva l'ombra dello Gnomo: "Ti ascoltiamo saggio Gnomo della foresta... dicci: cosa dovremmo fare?"

Ed ecco che lo Gnomo riprese a parlare: "Sappiate che la carta vincente ce l'ha il brutto anatroccolo diventato bello, dove l'arcobaleno invece di un arco fa un cerchio"

La sua ombra sparì dal soffitto e una nuvoletta di polvere sbuffò tra i libri.

"Gnomo della foresta... aspetta..." ma lo Gnomo non c’era già più.

"Eh, sì..." disse Franco "probabilmente aveva fretta di tornare nei suoi boschi... gli Gnomi non stanno volentieri qui in città in mezzo al traffico e all'inquinamento... adesso non ci rimane che interpretare la frase misteriosa, ognuno di noi ne imparerà un pezzo... allora, iniziava così: sappiate che la carta vincente..."

"...ce l'ha il brutto anatroccolo diventato bello" aggiunse Lorenzo.

"...dove l'arcobaleno invece di un arco fa un cerchio..." terminò Nicolò.

Franco si avvicinò alla finestra che dava sul cortile della scuola dicendo: "Ragazzi dobbiamo trovare subito questa carta vincente. Nicolò, com’era l’ultimo pezzo della frase?"

"Era: dove l’arcobaleno invece di un arco... fa..."

"Fa cosa?"

"Fa un cerchio..."

"Ragazzi ci siamo!" disse Franco spalancando la finestra e indicando la fontana al centro del cortile "La soluzione dell’enigma dev’essere proprio qua intorno: guardate si sta formando un arcobaleno attorno alla fontana, lo vedete?"

"Si eccolo là..."

"Vedete? Invece di un arco si vede un cerchio completo!!"

Franco, Lorenzo e Nicolò non riuscivano a trattenere l’emozione e si precipitarono giù per le scale.

"Lorenzo!" disse Franco "Dicci il tuo pezzo di frase..."

"...ce l’ha il brutto anatroccolo diventato bello..."

"Vediamo un po'... ragazzi, ci sono anatroccoli qui nel parco di Monza?" "Giù allo stagno" rispose subito Nicolò.

"Andiamo presto..." attraversarono di corsa un prato e arrivati allo stagno videro subito molti anatroccoli e un maestoso cigno bianco.

"Ragazzi lo Gnomo ha detto che dovremo dimostrare abilità, intelligenza e volontà di ferro, l’abilità ce l’abbiamo già messa scoprendo l’arcobaleno a forma di cerchio, secondo me adesso ci vuole intelligenza... proviamo a pensare... di solito, nelle favole, il brutto anatroccolo è un cigno..."

"Certo il brutto anatroccolo diventato bello è il cigno!" disse Lorenzo.

In quel momento, come se li avesse sentiti, il cigno uscì dall’acqua e zampettò fino alle rovine di un castello poco distante allungando il suo collo in direzione di una fessura nel muro. I tre ragazzi si precipitarono là e coraggiosamente Franco infilò un braccio nel buco.

"Ecco, c’è qualcosa..." tirò fuori una vecchia custodia di legno e la aprì.

"Guardate una vecchia pergamena!" la srotolò davanti agli altri due amici "...è una cartina dell’Austria... ecco dove dobbiamo cercare gli Gnomi!" Guardarono ancora nella cassettina e videro un altro foglio impolverato e ripiegato su se stesso.

"E quello cos’è?" chiese Nicolò "Aprilo presto !!"

"Tatzl...e la... profezia...degli Gnomi!...E' una favola ragazzi, la nostra prima favola: gli Gnomi vogliono farci iniziare bene la raccolta... e c’è dell’altro..." disse Franco estraendo un portachiavi a forma di cappello di Gnomo con appesa una piccola chiave "...è la chiave di accensione di un’automobile...!"

Si sparpagliarono subito per cercare lì attorno tra gli alberi e Nicolò fu il primo a gridare: "Qua ragazzi! C'è qualcosa di molto grande sotto a questi rami..."

Era un'auto nuova fiammante pronta per partire; e a bordo c'erano anche dei giubbini super-attrezzati per la loro avventura. In un attimo erano già in macchina, indossarono i giubbini e Franco accese il motore.

"Ragazzi, adesso si parte davvero!!" gridarono in coro.

Iniziava così il fantastico viaggio di tre simpatici Cercagnomi.